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LA MATEMATICA DEI RIVERBERI

Essendo musicisti, beatmaker o ingegneri dell’audio, lavoriamo spesso con i riverberi ma in quanti sanno come realmente funzioni e come vanno impostati i vari parametri nel modo corretto?

Oggi, noi di Aemme Studio, ti guideremo verso il corretto utilizzo di questi dispositivi, analogici o digitali che siano.

Cos’è il riverbero?

Il riverbero è uno strumento potentissimo con il quale si è in grado di spostare i vari strumenti, effetti e voci nel panorama stereo. Esso è il risultato naturale delle onde sonore che interagiscono con qualsiasi superficie e può essere riprodotto anche in maniera artificiale. Un suono senza alcun riverbero potrebbe risultare innaturale all’orecchio umano ma l’utilizzo scorretto di questo strumento potrebbe generare innumerevoli problemi come rendere il nostro mix “impasticciato” e “privo di vita”. 

Con questa premessa, è bene sapere che, quando si tratta di corretto utilizzo degli strumenti di mixaggio, la differenza tra un principiante e un professionista, a volte, sta nei piccoli dettagli che spesso si tendono a trascurare.

Parametri principali

In base al tipo di riverbero si hanno a disposizione diverse funzioni e caratteristiche diversamente simili tra loro.

I parametri principali e invariabili sono:

  • Size, dall’inglese “dimensione”. Con esso siamo in grado di decidere la grandezza della stanza che desideriamo;
  • Decay Time o Tempo di Decadimento. Questo parametro indica, appunto, la misura di tempo nel quale il suono verrà propagato all’interno della stanza che abbiamo scelto (un tempo di decadimento più lungo viene di solito utilizzato per stanze di ampie dimensioni);
  • Predelay: il tempo di ritardo tra la sorgente audio e il tempo d’azione del riverbero. Maggiore sarà il ritardo e più lontana verrà percepita la sorgente audio.
  • Dry/Wet: è il parametro utilizzato per regolare l’intensità dell’effetto miscelato alla sorgente sonora originale.

Riverberi e numeri: Decay Time

Il vero potenziale dei riverberi risiede, oltre che nella loro funzione, nei parametri “Predelay” e “Decay Time”.

Supponiamo di avere un progetto il cui tempo è di 120 BPM. Attraverso questa informazione iniziale possiamo impostare il tempo d’azione e  decadimento in modo da creare un effetto che navighi in perfetta armonia con la velocità del brano in questione. Esistono diversi modi che ci permettono di calcolare i parametri del nostro riverbero con lo scopo di ottenere questo risultato.

Ad esempio, su Ableton, una volta impostati i bpm del brano, possiamo selezionare una piccola porzione della griglia ed essere guidati dalla sezione informazioni posta nella parte inferiore sinistra dell’applicazione:

Riverberi e numeri: Decay Time

Il vero potenziale dei riverberi risiede, oltre che nella loro funzione, nei parametri “Predelay” e “Decay Time”.

Supponiamo di avere un progetto il cui tempo è di 120 BPM. Attraverso questa informazione iniziale possiamo impostare il tempo d’azione e  decadimento in modo da creare un effetto che navighi in perfetta armonia con la velocità del brano in questione. Esistono diversi modi che ci permettono di calcolare i parametri del nostro riverbero con lo scopo di ottenere questo risultato.

Ad esempio, su Ableton, una volta impostati i bpm del brano, possiamo selezionare una piccola porzione della griglia ed essere guidati dalla sezione informazioni posta nella parte inferiore sinistra dell’applicazione:

1.

2.

Una volta ottenuta la durata, in questo caso d’esempio: 0:03:200, impostiamola sul “Decay Time” del nostro riverbero:

3.

N.B. Il tempo di decadimento scelto varia in base al tipo di riverbero che stiamo cercando. L’esempio in questione è valido per un riverbero lungo di una stanza ampia.

A questo punto la nostra sorgente avrà un tempo di decadimento in sincronia con i bpm del brano.

Nel caso in cui la vostra DAW non dovesse avere questa funzione, abbiamo a disposizione altri due metodi.

Uno di questi sarebbe utilizzare dei calcolatori online gratuiti, tra cui:

Per ultimo, che potrebbe risultare più impegnativo a meno che tu non sia un genio della matematica, sarebbe quello di utilizzare la seguente formula:

60.000 diviso il numero di BPM e moltiplicare x2 fino a ottenere il tempo di durata desiderato. 

ES: 

  • 60.000:150 = 400; 
  • 400 x 2 = 800; 
  • 800 x 2 = 1600; 
  • 1600 x 2 = 3200

Predelay:

Allo stesso modo, possiamo impostare il tempo di azione del nostro predelay servendoci, però, di numeri più piccoli e quindi porzioni più ristrette:

1.

2.

3.

Grazie al “predelay” saremo in grado di esagerare la quantità dell’effetto senza perdere l’attacco originario della nostra sorgente. In assenza di esso avremo come risultato un suono troppo morbido, poco distinto e non incisivo.

Ulteriori consigli utili

Al fine di non sovraccaricare il processore (cpu) del tuo computer e ottenere un suono omogeneo, avendo la sensazione che il tuo brano venga eseguito all’interno dello stesso ambiente, ti consigliamo di scegliere soltanto 2 dei tuoi riverberi preferiti e inserirli nelle cosiddette tracce di ritorno con intensità d’effetto pari al 100%. Regola il livello del segnale a tuo piacimento tramite il parametro di mandata.

Ti consigliamo di seguire queste nozioni e applicarle anche al tuo istinto musicale affidandoti sempre alle tue orecchie 🙂

Nella speranza che questo articolo ti possa essere d’aiuto,

Aemme Studio ti augura buona musica! 😁

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