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LESS IS MORE

La produzione musicale è senza dubbio complicata. Per questo motivo è ridicolmente facile scavare sempre più a fondo, volere sempre di più e di conseguenza perdersi in migliaia di synth e di layers.

NON TI VIENE DA PORTI UNA DOMANDA?

Ma hai davvero bisogno di 9 sintetizzatori diversi? Hai davvero bisogno di 16 diversi plugin di saturazione? Hai davvero bisogno di guardare i tutorial di YouTube fino a quando i tuoi occhi sanguinano? Quella traccia ha davvero bisogno di quel livello in più?

Parla con quasi tutti i professionisti e ti diranno che imparare il funzionamento di un sintetizzatore dentro e fuori, andrà molto oltre l’apprendimento di 10 diversi sintetizzatori a un livello mediocre. E già che ci siamo, smetti di mascherare le imperfezioni della tua musica con livelli aggiuntivi. Fallo bene dall’inizio e non fare troppo affidamento sul nascondere ciò che non va. Il processo di layering non è sempre la scelta corretta perché invece di portare una miglioria al suono può essere causa di problemi di fase, di eq e molti altri. Non sto dicendo che non abbia valore la continua ricerca di un suono particolare e ricercato, ma a volte una continua e testarda ricerca e sovrapposizione di suoni snatura il suono facendoti perdere l’idea originale dello strumento.

Prendiamo per esempio la fase di mix. Vogliamo dare più brillantezza al suono di uno strumento. Qual è la prima cosa che ti viene in mente di fare? Facciamo un’equalizzazione. Risposta sbagliata in parte. Chiaramente non ti sto dicendo che “boostare” le alte sia scorretto, ma prova a seguire il filo del mio discorso.

Quando devi rendere uno strumento brillante prova, invece che aggiungere, a togliere qualcosa che sta coprendo le frequenze alte. Prova a creare un contrasto in modo da avere degli elementi che suonino scuri per dare maggior presenza sulle alte allo strumento scelto. Scegli alcuni elementi che dovranno suonare bene nelle alte frequenze e che saranno i protagonisti di quest’ultimi di solito sono gli strumenti come gli hi-hat, la voce, i cymbals, lo snare e taglia dagli altri strumenti le frequenze alte e altissime. Quando fai questo tipo d’intervento il consiglio è quello di usare un’equalizzazione gentile che non snaturi troppo il suono degli elementi su cui stai intervenendo. Per questo motivo il mio consiglio è quello di usare un eq shelf applicare con attenzione il cut alle frequenze. Inoltre questo procedimento non farlo ascoltando i singoli elementi in solo. Apri tutte le tracce e applica questi accorgimenti ascoltandoli con tutto il mix per capire se sati davvero migliorando il suono o se d’altro canto stai perdendo il corpo dello strumento.

A questo punto, dopo aver fatto i vari interventi, noterai subito la differenza. Infatti, le alte frequenze che avrai tolti ad alcuni strumenti renderanno quest’ultimi più chiare e definite negli elementi che hai deciso di far spiccare. Aver tolto qualcosa paradossalmente ci ha ridato in dietro qualcos’altro senza appesantire le nostre catene di plugin o il processore del PC. I plugin di saturazione o di eq avrebbero fatto il loro lavoro, ma avrebbero inserito nella nostra produzione delle frequenze difficili da gestire e magari anche fastidiose.

Questo insegnamento però non deve essere applicato solo alla fase di produzione, ma anche alla fase di mix e di mastering. Cercando di applicare questo workflow in vari ambiti del tuo lavoro noterai subito l’importanza della scelta dei tool che stai usando, se davvero ti servono per raggiungere il tuo scopo e capirai l’importanza degli interventi semplici e mirati.

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